Di tanto in tanto finisco al cinema a vedere storie di giovani idealisti che, finita l’università, abbandonano tutto ed inseguono il loro sogno. Finiscono male. Lo scorso anno era stata la volta de L’ultimo Re di Scozia: la storia di un giovane scozzese appena laureato in medicina, che decide di andare a lavorare per una ONG in Africa. Dopo un rapporto turbolento con Scully di X-Files, finisce per diventare amico del dittatore locale, e purtroppo anche di sua moglie. Riesce a scampare ad una morte atroce solo per un colpo di fortuna. Al di là della stupida recensione che ho fatto, si tratta di un film molto bello. La settimana scorsa invece ho visto Into The Wild, film davvero stupendo. Non racconto nulla sulla trama perché non voglio rovinare finali. Nello scorso post si diceva dei segni che il destino lancia e dell’opportunità o meno di credervi. Io continuo a mantenere un pragmatico approccio illuminista e, quindi, non li guardo nemmeno. Continuo imperterrito nel mio ottimismo, convinto che il piano B, sgangherato e in grado di offrire poche certezze, sia un’ottima scelta. Probabilmente lo è proprio perché non so vedere dove porta quel tipo di strada. Ancora a proposito di segni del destino, segnalo un divertentissimo articolo trovato oggi girovagando per la rete: Girlfriend Stops Reading David Foster Wallace Breakup Letter At Page 20. Carino l’articolo, carina anche l’idea di scrivere alla propria ragazza una lettera di più di venti pagine, no? Ok: io almeno non avevo ecceduto con le note a piè di pagina.. Infine da Internet una notizia positiva per il mio orgoglio, così restio ad abbandonare un dottorato che pure non mi piace né mi fa bene. Sembra che il PhD non faccia necessariamente di te una persona migliore; quantomeno esiste almeno uno che, pur possedendo il PhD, è completamente pazzo. Forse è una conseguenza. O forse ha ragione questo Boylan e nel 2008 arriveranno sulla terra 12 scienziati dal pianeta Altimar per salvare il nostro ambiente.
Sull’invito del Papa a La Sapienza, a Roma, s’è già scritto tanto. Dovevano invitarlo, o no? Dovevano contestarlo, o no? Ha fatto bene Ratzinger a tirarsi indietro? La mia idea è che affidargli la Lectio Magistralis per l’inaugurazione dell’anno accademico fosse sommamente inopportuno, ma non voglio mettermi a fare la mia predicozza mezzo blog.
Mi viene però da pensare a questi professori dell’università. A questi fisici, che Gasparri vorrebbe licenziare. A questi, fra i quali c’è l’unico fisico Italiano in odore di Nobel. Ma se questi commenti di Gasparri non si discostano dal suo standard per acume e brillantezza, particolarmente divertente è la presa di posizione di Padre Livio, l’opinionista di Radio Maria, che dice:
Comunque sia, cari amici, non facciamoci illusioni, Satana è dappertutto, anche nelle università. Non mi meraviglio che ci siano dei professori cornuti con tanto di tridente e di coda, perciò non facciamoci molte illusioni, cari amici, perché sotto sotto state tranquilli c’è l’odio contro Dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la Chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il maligno. State tranquilli che è così, non mi posso sbagliare su queste cose perché, perché…non si spiega.
Ancora, sui professori:
Se tu vai lì, li sputi di acqua santa, esce fuori il fuoco, fumano. Se li sputi d’acqua santa fumano, quella gente lì fuma, viene fuori il fumo, capito? Come avviene negli esorcismi più tremendi.
Da una lettera di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Il resto sul www.beppegrillo.it
"[...]Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.[...]"
Uno non riesce più a dormire, e si sveglia nel cuore della notte. Un altro ha avuto la bronchite per due mesi, avendo a che fare per la prima volta con un aerosol. Uno dorme a fatica e fuma solo quando lavora. L’altro si è lasciato andare all’ipocondria ed è sempre a fer esami medici. Uno è diventato talmente sessocentrico che non può stare due minuti senza parlarne. O senza diffondere filmati, o foto. L’ultimo ha mal di testa tre giorni a settimana, ha le crisi d’asma in autunno – cosa mai successa – ed ogni tanto va in bagno a vomitare.
Una camera di un sanatorio? No, è solo un classe di dottorato. Un anno dopo l’inizio.
La Festa della Salani è stata una vera delusione. Basta dire che c’era più gente alle dieci, in coda per entrare, di quanta non ce ne fosse un’ora dopo, aspettando l’uscita del libro. Mica colpa dei trampolieri, che cercavano di essere divertenti. Nemmeno di quei personaggi vestiti da maghi, che il loro spettacolo hanno provato a farlo. Ma questa non è un’organizzazione decorosa: la piazza coperta di Sala Borsa è un posto talmente bello che, senza spendere nulla per allestimenti e fondali, sarebbe stato possibile allestire un qualsivoglia spettacolo, sui due piani superiori, che fosse visibile e godibile da tutti. Senza accalcarsi per forza intorno ai pochi banchetti predisposti. Senza dover fare mucchio intorno a Silver, che è pure bravo, ma Lupo Alberto c’entra con Harry Potter come le orecchie oblunghe col Signore degli Anelli. Potevano fare un po’ di tutto: letture dei brani salienti dell’opera, un piccolo allestimento teatrale con attori che recitassero alcuni dei dialoghi più belli (e c’è solo l’imbarazzo della scelta). E invece, nulla. Non dico mettere un palco in mezzo alla Piazza Coperta, che sarebbe stato chiedere troppo. Ma almeno un duello di maghi ai piani alti, qualsiasi cosa che potesse evocare l’atmosfera dei libri.
Avrebbero fatto più bella figura a non organizzare nulla.
La cosa peggiore è stata la donna col cappello da strega, quella che girava facendo domande alle persone presenti, regalando loro caramelle nel caso avessero risposto giusto. A parte che chiedere “come si chiami il cacciatore dell’Irlanda” è nozionismo della peggior specie; a parte che commenti come “qui ci sarà anche qualcuno che non ha letto il libro, ma si vergogna e vuole partecipare lo stesso” sono di una tristezza imbarazzante; a parte che le battute che la donna cercava di fare con i bambini intervistati erano di una pochezza davvero tormentosa. Ma almeno poteva evitare di sbagliare i nomi di alcuni personaggi fondamentali per la saga.
Più che alla festa per il lancio di un libro amato e comprato da migliaia di lettori, sembrava di essere ad un dietro le quinte de “La vita in Diretta”. Triste.
Meno male che la Feltrinelli ha aperto presto: un paio d’ore a girovagare per libri, aspettando che la coda alla cassa si riducesse, sono un bellissimo modo di passare un venerdì sera. Il timbro sui libri appena comprati è un po’ da feticisti, ma va bene anche così. E il pipistrillo è stata un’idea semplice e carina.
A saperlo prima, però, sarei andato volentieri alla libreria Irnerio, a godermi una cena potteriana a base di Zuccotti di Zucca, Tartine Babbane, Mou Mollelingua ed altre amenità simili, in attesa dell’uscita del libro.
Ah, la traduzione di “Harry Potter e i Doni della Morte” è all’altezza della festa, ma di questo parleremo nel prossimo post.